Tre alberi lacrimano ma non è un miracolo

La Sicilia lunedì 12 aprile 2010 Prima Catania, pagina 49 Tre alberi «lacrimano» ma non è un miracolo In piazza San Marco a Librino dai fusti di tre grandi ficus, capitozzati senza criterio un mese fa, sono sgorgate «lacrime» di acqua che hanno fatto gridare al «miracolo» gli abitanti del quartiere. Ma, secondo gli esperti, il liquido altro non è che la linfa che scorre all'interno della pianta, che sgorga dai rami malamente mozzati. Giovanna Quasimodo53 Gli alberi «lacrimano», ma non è miracolo La spiegazione è solo frutto di una potatura selvaggia effettuata nella fase vegetativa dei ficus Lunedì 12 Aprile 2010 Catania (Cronaca), pagina 53 giovanna quasimodo Qualcuno ha gridato al miracolo, in nome della Madonna di Fatima la cui immagine, grande e colorata, è stata distribuita in questi giorni in tanti quartieri della città. Dunque anche a Librino. In piazza San Marco, rarissima oasi di verde e di giochi per i ragazzi in un quartiere trascurato come questo, ieri si è verificato un fenomeno che agli occhi dei profani (d'altronde non tutti sono edotti di Botanica) è sembrato quanto meno strano, se non prodigioso: dai fusti di tre grandi ficus, brutalmente capitozzati circa un mese fa dagli operai comunali (operai, non giardinieri!) sgorgavano «lacrime» di acqua pulita e poco resinosa. Ad accorgersene è stato un trentottenne del luogo, per molti versi eccezionale, il signor Nino Celso, quello che si dice una un uomo di buona volontà, il quale è stato nominato «responsabile della piazza» dagli abitanti della zona (l'isolato è quello contrassegnato dal civico 9 di viale Bummacaro). Sì, perché la piazzetta San Marco, inaugurata come area attrezzata a verde il 1° aprile scorso (ma manca ancora l'illuminazione!) è un gioiello da tenere caro e non si può lasciare in balia dei vandali che imperversano in lungo e in largo per tutta la città. Inoltre Celso è stato eletto anche «successore» del defunto Giacomo Caruso, un consigliere di quartiere che molti anni fa si è battuto per ottenere il verde nella piazza e che quindi ha meritato una foto sul ficus accanto alla Madonnina. Ieri mattina alle 7, dunque, il signor Nino, durante il suo solito giro di ispezione, è rimasto attratto da questo fenomeno e man mano che il quartiere si svegliava, in quella bella e assolata domenica di ieri, tutti andavano a curiosare; poi si è sparsa la voce e sono stati avvertiti persino i carabinieri, i quali hanno fatto un sopralluogo, senza riuscirsi a dare una spiegazione. Le gocce di liquido sono state facilmente associate alle lacrime. E le lacrime a quell'immaginetta della Madonna che a Librino è entrata in tutte le case: un modo indiretto che rivela il desiderio inconscio in ciascuno di noi di ricevere attenzioni, se non da chi amministra il territorio, almeno da «Lassù». Per tutto il giorno, perciò, nella bella piazza, affollata di bambini che giocavano, da giovani che socializzavano e da famiglie che si godevano il sole, c'è stato un discreto «pellegrinaggio», di curiosi, credenti e scettici. In molti intingevano il fazzoletto nella speranza di essere benedetti dalla buona sorte. In realtà si tratta di un fenomeno scientifico spiegabilissimo, oseremmo dire inevitabile, quando si potano gli alberi in fase vegetativa (cioè nel momento più sbagliato). E ha ragione la bella signora anziana di Librino, con gli occhi chiari e i capelli bianchi, che ieri sorrideva ironica a quanti sostenevano che si trattava di un fenomeno paranormale. La donna, figlia di contadini, ha trascorso l'infanzia in campagna e perciò queste cose le sa. Gli alberi infatti - conferma il dottor Giuseppe Siracusa, studioso del Cutgana (Centro universitario per tutela e la gestione degli ambienti naturali e degli agroecosistemi), pompano acqua per portarla, attraverso i vasi, dalle radici alla chioma. Una volta però che gli alberi sono stati tagliati senza criterio e i vasi tranciati, l'acqua (che mista ai sali minerali si trasforma in linfa) ha difficoltà a risalire e giocoforza «straripa» attraverso i fusti, specialmente se vi si praticano dei fori (cosa che comunque non è corretto fare). Nessun prodigio dunque, anzi al contrario. Il vero «miracolo» però potrebbe farlo l'anno prossimo il Comune, programmando nelle zone verdi una potatura che sia guidata da qualcuno che s'intenda di botanica.