Gli autostoppisti fantasma: realtà o leggenda metropolitana?

Negli anni sessanta del XX secolo un giovane di Citta di Castello si era recato ad uno spettacolo cinematografico a Sansepolcro e verso la mezzanotte con la sua auto stava tornando a casa. Superato il paese di San Giustino, subito dopo un cavalcavia, intravide al chiaro di luna, ferma sul margine della strada una <<meravigliosa ragazza sui vent’anni>> dal volto angelico e vestita con un abito bianco <<come da sera>>.
Con un gesto la strana creatura gli fece capire di fermarsi perché voleva un passaggio fino a poco più avanti. Il giovane accondiscese e la fece sedere accanto a lui. Fu allora che si accorse che la veste indossata dalla ragazza era leggerissima <<come se fosse stata di seta>>, che il volto di lei era eccessivamente pallido e che aveva anche un velo attorno al collo. Fu inoltre meravigliato per un certo odore <<come di stantio>> che emanava dal corpo della creatura. I due si scambiarono poche parole, ma sufficienti per far conoscere all’autista il nome, il cognome e l’indirizzo di lei. Fra l’altro egli poté anche sapere che era stata ad una festa da ballo. Poco dopo la ragazza discese dall’auto, proprio nelle immediate vicinanze del cimitero di Lama, una borgata della valle. Solo a Città di Castello il giovane si accorse che nell’auto era rimasto il velo della strana creatura e allora pensò di recapitarglielo all’indirizzo che aveva detto. Fu accolto da un’anziana signora e proprio nel salotto riconobbe in una foto il volto della giovane. Udito il racconto, la signora, che era madre di lei, fu colta da un malore e quando si riebbe disse che sua figlia era morta da tre anni e che era seppellita nel cimitero di Lama.

Nell’autunno del 1976 due ragazze a bordo di una “500”, attraversavano il ponte sul fiume situato nella località di Pontelagoscuro. Esse provenivano dal Veneto, dirette a Ferrara, quando a pochi metri dal ponte, vedono una donna vestita di nero che fa l’autostop. Si fermano per far salire l’anziana donna e subito quest’ultima inizia una conversazione sibillina. “Dopo domani una scossa di terremoto romperà gli argini e l’acqua inonderà le terre al di qua e al di là del Po”. Detto questo la vecchietta svanisce nel nulla lasciando comprensibilmente spaventate le ragazze che, dopo essersi riprese, si recano verso Ferrara e denunciano tutto alla polizia.

Milazzo luglio 1987. Un giovane si sta recando presso un ristorante quando incontra una ragazza alta e slanciata. Decide di accompagnarla a casa e, vedendola tremare, le offre la sua giacca. Arrivati in una frazione di Milazzo lei scende e lui dice: “Tienila pure la giacca, domani passerò a riprenderla”. La ragazza annuisce, ringrazia, entra nella sua abitazione; lui è contento, ha anche la scusa per rivederla, memorizza bene il posto, torna tranquillamente a casa. L’indomani in pieno giorno si reca sul luogo e suona all’abitazione; gli apre una signora un po’ avanti negli anni e lui le racconta di aver accompagnato la sera prima una ragazza che era entrata in quella casa. La signora però nega categoricamente che ci sia alcuna ragazza che abiti da lei. Il giovane insiste e poco dopo gli occhi vanno ad un portafotografie collocato su un mobile ed egli vi riconosce la foto della ragazza. “E’ lei, eccola!” – esclama. A questo punto il volto della signora si fa scuro, le parole escono appena e qualche singhiozzo echeggia nella stanza. “Quella è mia figlia, sì” – dice la donna – “ma è morta tre anni fa!”. Il ragazzo rimane di stucco, mentre la signora, pensando ancora una volta di non essere creduta, lo invita ad andare con lei al cimitero: lui, come un automa, la segue rendendosi conto che in effetti quello che aveva detto la donna è vero.

Esistono centinaia di versioni di queste storie. Bisogna dire che la prima e la terza storia sono apparse anche sui giornali all'epoca, ma non si è mai avuta la certezza della effettiva esistenza dei protagonisti che avrebbero incontrato quelli che poi si sono rivelati fantasmi. Considerando la difficoltà a risalire ai testimoni e le somiglianze delle varie storie, non si fa fatica a considerarle leggende metropolitane. Il racconto della vecchietta fantasma che avverte l'arrivo di sciagure imminenti, circola spesso nei posti teatro di tragici eventi. Storie del genere sono state segnalate anche durante i giorni del terremoto dell'Irpinia del 1980, o in Sicilia sul finire degli anni '70. Esiste anche una versione tedesca. Uno studioso si informò con la polizia di Ferrara ma non risultava alcuna denuncia. Alcuni agenti dichiararono di aver sentito la storia anche nei paesi vicini. Anche in questo caso quindi il sospetto è più che legittimo.