Indagare da casa: Il fantasma di Wem Castle (parte 2)

Un’interpretazione scettica Un'interessante discussione scettica sull’argomento si può leggere qui: http://www.wisewords.demon.co.uk/shropshire/ghost.html e la riporto tradotta di seguito. -- Questa è un’analisi scettica della foto del fantasma apparso durante l’incendio di Wem e fotografato da Tony O’Rahilly. L’autore, Richard Burnham, è uno specialista in documentazione scientifica e uno scienziato egli stesso. Il testo si trova in un sito dedicato alle contee dello Shropshire e dello Shrewsbury da lui curato. Background storico Wem è una tranquilla cittadina del nord dello Shropshire. Nel 1995 la vecchia Town Hall, costruita nel 1905, fu distrutta dal fuoco. Tony O’Rahilly, un residente locale, aveva la propria macchina fotografica a portata di mano e catturò la figura di una ragazzina in piedi sulla cima delle scale antincendio. La bambina non compare in nessun’altra fotografia. Da allora la foto è stata ripubblicata innumerevoli volte. Alcuni collegano questa apparizione con il grande incendio che distrusse le antiche case in quercia di Wem nel 1677. Il fuoco fu, secondo la leggenda, causato dalla negligenza di una bambina che teneva una candela. Dopo l’incendio, la città fu ricostruita in mattoni, ma aveva perso ormai molti abitanti e molta importanza. La discussione Prima di cominciare, lasciate che vi dia alcune possibili scappatoie dalle mie altrimenti totalmente convincenti argomentazioni:
  • Non ho visto il negativo ne’ il positivo di questa foto. Comunque, le immagini jpg erano in buona risoluzione
  • Non ero presente all’incendio e non ricordo come fosse la scala antincendio della Town Hall prima dell’incendio
  • Si può sempre sostenere che i fantasmi hanno proprietà uniche che rendono nulle tutte le mie obiezioni, ma in questo caso non ha senso discutere.
Lasciatemi ora dire che, nel mondo delle foto di fantasmi, questa è abbastanza buona. La figura salta fuori subito, e non ci vogliono grandi salti di immaginazione per vederla. ... Inoltre non è un falso sfacciato, come l’incompetente autopsia dell’ “alieno di Roswell” o le fatine che ingannarono Sir Arthur Conan Doyle. Trattiamo quindi la figura come se fosse reale, e vediamo cosa possiamo dedurre dall’osservazione ravvicinata dell’immagine rappresentata. E’ stata interpretata come quella di una giovanetta con lunghi capelli scuri, in piedi sulle scale antincendio, vestita con quello che pare essere un ampio abito bianco o una camicia da notte e un berrettino bianco (non ho chiara nella mente la tipologia degli abiti, e non so come li definirebbero gli esperti di abbigliamento indossato nel 17.mo secolo). La prima cosa da osservare è il corpo sotto la cima della ringhiera. Nella foto è un’area grigiastra, che diviene più bianca verso il fondo dell’immagine. Non c’è un profilo dell’abito. Quel che dà l’impressione di un corpo è l’estremità destra della banda scura orizzontale che passa all’incirca all’altezza dei fianchi. Sembra una cintura oppure una fascia indossata attorno al corpo, anche se lo ritengo un accessorio inappropriato dato il tipo di vestito. La fascia serve comunque a livello visuale per creare l’impressione della vita e dei fianchi. Senza di essa, la testa sembrerebbe semplicemente sospesa sopra le inferriate. Osservate il lato destro della figura (a sinistra di chi guarda). L’area scura sembra essere una porta parzialmente aperta o, meno probabilmente, lo spessore di un muro. Il suo bordo destro coincide con una delle inferriate verticali. Non c’è traccia dell’abito o di un braccio destro alla sinistra della ringhiera, come ci si potrebbe aspettare data l’ampiezza della figura. L’area scura taglia nettamente l’abito; in altre parole, la figura è in piedi dietro la porta o il muro, e non sulla scala antincendio vera e propria. Guardate ora la striscia scura orizzontale, la cintura o la fascia di cui dicevamo prima. Continua piuttosto chiaramente nell’area scura della porta o del muro. Non è parte della figura, se la figura è dietro il vano della porta. Adesso, ciò è perfettamente possibile, ma è doppiamente significativo: sia perchè la “fascia” è l’unico elemento della foto che crea l’impressione di un corpo (come abbiamo già detto), sia perché deve essere un qualche detrito che cade o fluttua, e mette in evidenza come tali materiali possano volare durante un incendio. Parleremo ancora di questo più avanti. La testa è visibile meglio nell’ingrandimento. La definizione del volto risiede nelle ombre dei lineamenti e nei capelli. Ma parte di questi capelli e di queste ombre nella parte inferiore del viso cadono dall’altra parte della cima della ringhiera e la oscurano. Il volto, se è reale, è posto “davanti” alla ringhiera. Cosa non compatibile con la posizione del corpo. C’è una linea scura che scende dal viso fino a sotto la cima della ringhiera; potrebbe essere interpretata come un accessorio dell’abbigliamento, ma dalla copia della foto che si trova sul web non è possibile determinare se sia davanti o dietro le inferriate. Dalle informazioni che si possono trarre dalla foto, pertanto, concludo che o la figura non è reale, o che quel fantasma ha una forma straordinaria per essere quello attribuito ad una bambina. Se non è reale, che cosa è? In un gran fuoco c’è un sacco di roba che vola per aria: fumo che fluttua e crea sagome di luce ed ombra, detriti che cadono dal soffitto o che sono fatti volar via dalle vampate bollenti, contenitori sigillati che esplodono e così via. La mia interpretazione è che il fotografo è stato molto fortunato a catturare alcuni di questi elementi in una configurazione istantanea che l’occhio e il cervello umano trovano molto facile interpretare come figura umana. – Se come penso si tratta di un falso, il mistero principale comunque risiede nelle motivazioni che possono aver spinto qualcuno a realizzare la foto. Di sicuro, ha avuto successo. Per finire una curiosità. Le autorità locali di Wem hanno ricostruito il municipio in un’altra sede, e gli abitanti del posto hanno protestato perché avrebbero voluto che anche la vecchia Town Hall fosse ricostruita. Il sindaco e la giunta hanno dichiarato che non c’era disponibilità economica per il progetto, e che i residenti avrebbero dovuto scegliere se ristrutturare l’antico edificio oppure costruire una piscina pubblica. Si è quindi tenuto un referendum, e la maggioranza ha scelto di proseguire con i lavori per la piscina. Con buona pace del fantasma, l’acqua ha avuto la meglio sul fuoco, ancora una volta. Aggiornamenti 1. Un video Fin qui il testo pubblicato nel blog. La discussione che ne seguì fu piuttosto accesa, e proseguì per circa un mese registrando interessanti pareri contrastanti, come si può leggere seguendo il link riportato all’inizio. Ci fu anche un seguito, sempre registrato nel blog, e gli interessanti sviluppi possono essere letti qui: http://www.massimopolidoro.com/blog/wem-town-hall-ghost-forse-la-foto-e-truccata.html. Nel post Massimo Polidoro –su segnalazione di Giorgio Castiglioni- riporta quanto segue: Nel 1996 il programma “Out of this World” aveva realizzato un’interessante indagine su quella fotografia (nel blog è possibile trovare il link al video relativo a tale indagine). Nella prima parte del documentario, il mistero sembra intatto. Nella seconda, però, il conduttore si reca al Museo fotografico nazionale di Bradford e gli esperti del museo che esaminano la foto scoprono qualcosa di molto interessante. Nel video linkato alla pagina l’esperto spiega che il volto della “bambina fantasma” presenta una strana caratteristica. E’ attraversato da una serie di linee orizzontali, come quelle che si avrebbero se l’immagine fosse stata ottenuta fotografando una televisione. In nessun altro punto della foto compaiono le stesse linee orizzontali. In altre parole, si potrebbe trattare di un fotomontaggio in cui il volto fotografato alla TV è stato sovrimpresso, con una tecnica basilare alla portata di chiunque - e usata già nell’800 per creare foto di fantasmi, senza bisogno di alcun fotoritocco digitale. L’esperto mostra un esempio da lui ottenuto in camera oscura. Certo questa scoperta solleva forti dubbi anche sul fatto che si tratti di un semplice, per quanto straordinario, caso di pareidolia. L’autore della foto (che come spiega nel video se l’è sviluppata da solo nella sua camera oscura da giardino) nega che si tratti di un falso. L’opinione degli esperti, però, è esattamente l’opposto.....(segue)...