Indagare da casa: Il fantasma di Wem Castle (parte 3)

Aggiornamenti 2. La soluzione? Quella che però sembra essere l’ultima parola l’ho trovata proprio in questi giorni (giugno 2010) e sempre in rete. Alla pagina http://www.paranormalunited.com/paranormal-news/wem-ghost-picture-mystery-resolved/ leggiamo un articolo originariamente apparso su The Telegraph il 18 maggio 2010 (traduco il testo integrale in inglese): Un mistero aleggia attorno ad una fotografia che risale a 15 anni fa, uno scatto in cui si è presumibilmente catturato il fantasma di una ragazzina ferma in piedi al centro di un inferno di fuoco: è stato risolto grazie ad un ricercatore che ha scoperto che l’immagine della ragazzina è stata copiata da una cartolina antica.      La cartolina ritrae una scena ripresa in strada; l’immagine fu realizzata negli anni ’20 proprio a Wem, Shropshire, da M. Audin-Wood. Ma Brian Lear, 77 anni e occhio di lince, ha finalmente messo la parola fine al mistero, dopo aver notato una sbalorditiva somiglianza tra la spettrale istantanea e la ragazzina ritratta in una cartolina pubblicata dal suo giornale locale. La cartolina è apparsa nella rubrica “Past” (Passato) dello Shropshire Star, e mostra appunto un’immagine di Wem com’era nel 1922.   Una ragazzina in piedi sulla soglia di un negozio alla sinistra dell’immagine ha un’incredibile somiglianza con il Fantasma di Wem. Mr Lear, meccanico in pensione e autista di taxi, originario di Shrewsbury, Shropshire, ha affermato: “E’ interessante comparare le due fotografie. Sono rimasto fortemente impressionato nel notare l’assoluta rassomiglianza con la bambina presentata come il Fantasma di Wem. L’abito e la cuffietta sono identici.” Al Fantasma di Wem fu perfino dedicata una targa posta nel municipio ricostruito, e Wem è stata brevemente ribattezzata “Ghost Town” (La città dei fantasmi), attraendo centinaia di turisti ogni anno. Anche questi aggiornamenti sono stati pubblicati nel blog, ma non hanno completamente convinto i lettori. Ho quindi proseguito le ricerche. Ho trovato un ulteriore close-up in cui il viso della bambina è molto ben definito, e apparentemente identico a quello del presunto fantasma.

  La foto è contenuta nel sito dello Shropshire Star, a questo indirizzo: http://www.shropshirestar.com/news/2010/05/17/does-postcard-solve-ghost-riddle/ Tutti i dettagli sembrano combaciare, ma ho voluto personalmente fare una semplice prova con un programma di fotoritocco, sovrapponendo questa foto a quella del fantasma nel fuoco. Il risultato, nel quale non è possibile trovare un solo particolare fuori luogo, è questo:

Anche il sito del Daily Mail (http://www.dailymail.co.uk/news/article-1279329/Wem-ghost-picture-mystery-resolved-eagled-eyed-pensioner.html) ha pubblicato una propria interpretazione del ritrovamento. L’articolo ci fornisce innanzi tutto delle ulteriori informazioni su Mr Tony O’Rahilly, che morì nel 2005 a seguito di un attacco di cuore. Peggy Carson, assessore locale che lo conosceva personalmente, dichiara che lo stress causato dall’interesse dimostrato dal mondo nei confronti della sua fotografia ha contribuito al decesso. Uno storico locale, Tom Edwards, afferma che “[O’Rahilly] ha sempre sostenuto che la foto fosse originale, e io gli ho sempre creduto”. In questa pagina possiamo trovare addirittura una descrizione della tecnica che sarebbe stata utilizzata durante le seances in epoca edoardiana (1901/1910), la stessa che secondo un esperto sarebbe stata impiegata dall'autore della foto del fantasma. Ecco di seguito il testo, tradotto dall’originale: Esperti di fotografia hanno ipotizzato che l’immagine spiritica fosse un trucco di luci causato dal fuoco. Comunque, Greg Hobson, curatore delle fotografie al National Media Museum di Bradford, ha dichiarato: “La cartolina ci offre una prova decisamente conclusiva a favore dell’ipotesi che si sia trattato di una burla. Penso che si possa affermare che il mistero è stato risolto”. Mr Hobson ha affermato che la tecnica utilizzata per produrre la foto alterata era probabilmente simile a quella utilizzata dai medium di epoca edoardiana, che facevano credere alle persone che li consultavano di essere in grado di eseguire fotografie degli spiriti assieme ai loro parenti, gli stessi che ai medium si rivolgevano. In questo modo potevano aumentare la propria credibilità. Come prima cosa, il medium chiedeva una fotografia della persona deceduta, poi si recava in una stanza adiacente e la fotografava. Quando il cliente ritornava per un’ulteriore consultazione, l’immagine era già parzialmente esposta su di una lastra di vetro. Durante la sessione, veniva eseguita un’altra fotografia del cliente, esponendola sulla stessa lastra; in questo modo si formava un’immagine che apparentemente mostrava lo spirito del caro estinto che veniva a far visita al proprio parente nel corso della seduta. I lettori del giornale hanno inviato numerosi commenti, la maggior parte dei quali esprime dubbi sulla corrispondenza delle due immagini. Anche in altri siti e forum si leggono pareri contrastanti. Molti sostengono che l’abbigliamento della bambina non sia dell’epoca in cui è stata scattata la fotografia, insinuando che magari anche quella è un’immagine spiritica di Jane Churm. Un confronto con le altre ragazzine presenti nella foto però dovrebbe dissipare il dubbio. In particolare, il gruppo Facebook Spirit Sisters, alla pagina http://www.facebook.com/pages/Spirit-Sisters/68704847165, sostiene che l'immagine della bambina nella cartolina sia troppo grande rispetto al resto delle persone. Anche se a notarlo sembra effettivamente vero, a me personalmente pare che l'effetto sia dovuto forse solo al confronto visivo (che salta subito all'occhio) con la figura maschile che procede sulla sinistra, dando le spalle alla bambina. Istintivamente, viene da ritenerla quella di un uomo (che quindi dovrebbe essere molto più alto della bimba), ma a ben riflettere si tratta con tutta probabilità di un ragazzino, vestito da adulto secondo la foggia dell'epoca, oppure di un adulto di piccole dimensioni. Se la si raffronta con le ruote del carretto e con le altre bambine più lontane sulla destra, invece, e anche con la finestra, le proporzioni risultano normali. Inoltre, diamo per scontato che sia una bambina partendo dai tratti somatici delicati e -forse- dalla mancanza di forme femminili adulte (in particolare il seno). Nulla vieta però che si tratti di una giovanetta o di una giovane donna. Anche nel forum ospitato dal sito della James Randi Foundation si è tenuta un’interessante discussione, e un partecipante ha anche realizzato una sorta di animazione che sovrappone le due immagini (http://forums.randi.org/showthread.php?t=175881). Nessun mistero invece pare avvolgere la cartolina originale, di cui sappiamo praticamente tutto. (Chi lo desidera può tra l’altro acquistare una copia del libro che la contiene, seguendo questo link: http://www.amazon.co.uk/Shropshire-Postcards-Past-Telford-Around/dp/1859835201) La fotografia fu ripresa nel 1920 (secondo alcuni nel 1922) da un certo M. Audin-Wood, e la cartolina fu pubblicata da F. Hiden, Wem. La cartolina è stata prestata allo Shropshire Star da Ray Farlow, collezionista di Bridgnorth, che rivende, anche, il proprio materiale. Il messaggio sul retro della cartolina, così come riportato dal sito www.paranormalunited.com,  era: “11.9.22 Dear Shie (?? difficult to read), This will give you some idea of the quaintness of Wem. There are heaps of ideal places to be snapped, but the sun is not too obliging. We are leaving this afternoon for the ‘Grange’. George’s sister telephoned me this morning. Love to all. Reg.’  (“11.9.22 Cara Shie (il nome è difficile da decifrare), Questa ti darà un’idea di quanto sia antiquata Wem. Ci sono un mucchio di posti ideali da fotografare, ma il sole non ci aiuta. Partiamo questo pomeriggio per “The Grange”. La sorella di George mi ha telefonato questa mattina. Con affetto a voi tutti, Reg”. La cartolina fu spedita a Miss Sewell, il cui indirizzo (anch’esso difficile da decifrare) era probabilmente 89 Maring Road, Tooting Common, London. Il commento del mittente sull’arretratezza di Wem potrebbe fornire una spiegazione all’abbigliamento delle bambine, che magari, in quel contesto rurale isolato, indossavano abiti ormai fuori moda per un evoluto visitatore londinese. Non possiamo poi fare a meno di notare la data in cui la cartolina fu spedita da Reg a Shie: 11 settembre 1922. Ce n’è abbastanza per creare un altro “caso”! Il ritrovamento della cartolina, comunque, mette molto probabilmente la parola “fine” al viaggio nel tempo di Jane Churm, che –posto che sia realmente esistita, così come sembra documentato dagli archivi storici della città- probabilmente è perita davvero nell’incendio del 1677, ed è riuscita a rivivere. Non in veste di fantasma, ma come protagonista di una vicenda che – quasi cinque secoli dopo- ha coinvolto decine di studiosi e persone comuni, tra i quali annoveriamo anche noi stessi.