Domenica, 20 maggio 2012 11:30

James Randi: una vita fra i misteri

Scritto da Gigi Cappello maggio - 15 - 2012 AGGIUNGI COMMENTI

James Randi in Italia in diretta via satellite allo Space Cinema di Etnapolis

Mercoledì 16 maggio alle ore 21 Massimo Polidoro, scrittore e giornalista, fra i massimi esperti internazionali nel campo della psicologia dell’insolito e del paranormale, presenterà una serata all’insegna del mistero con un personaggio unico: James Randi, il più celebre investigatore di misteri al mondo. Ex prestigiatore, smascheratore di ciarlatani e paladino della razionalità, Randi arriva finalmente in Italia per raccontare le sue imprese più clamorose con filmati mai visti e incredibili performance in esclusiva per il pubblico di The Space Cinema. L’evento si svolgerà a Milano, e verrà trasmesso in diretta via satellite negli Space Cinema di tutta Italia. In Sicilia verrà trasmesso in una delle sale dello Space Cinema di Etnapolis, a Belpasso (CT).

L’evento è organizzato dal CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) grazie alla collaborazione di Focus e di The Space Cinema. Alla serata catanese sarà anche presente una rappresentanza del gruppo locale CICAP Sicilia.

«Sarà un incontro particolarmente spettacolare» spiega Massimo Polidoro, che condurrà l’evento e farà da interprete a Randi. «Si parlerà di fenomeni paranormali e Randi piegherà in scena alcuni cucchiaini, si sveleranno i trucchi dei guaritori filippini e di certi pericolosissimi santoni carismatici. Randi poi rivelerà alcuni trucchi di cui si è servito per ripetere in diretta TV alcuni prodigi paranormali in condizioni impossibili. Ma ci sarà anche molto altro… ».

E’ possibile prenotare i biglietti per l’evento cliccando su  questo link.

Cosa accadrà l’ 11-11-11?

Scritto da admin ottobre - 30 - 2011 AGGIUNGI COMMENTI
Personalmente io compirò 26,5 anni, una cosa che francamente non interessa neanche me, dato che ho smesso di contare la mia età a passi di semi-anni già da un bel po’ di tempo. Secondo gli amanti della numerologia e gli studiosi delle “coincidenze impossibili” ci sono troppi uno perché non accada qualcosa di magnifico o di disastroso. Vi basterà fare un giro su internet per racimolare una enciclopedia sul tema.
Alcuni numerologi fanno ad esempio notare come combinazioni di numeri ripetuti (in particolare di uno) si presentino nella nostra vita con maggiore frequenza di altre, in modo, dicono loro, statisticamente significativo. Da tempo il ben noto Uri Geller provoca i lettori con domande del tipo: “quante volte vi è capitato di guardare l’orologio e accorgervi che fossero esattamente le 11:11?”. In effetti, se provate a ricordare, è vero, ma questo non vuol dire che abbiamo una qualche esoterica attitudine a guardare l’orologio preferibilmente a quell’ora piuttosto che ad altre.
Gli psicologi parlano a tale proposito di “myside bias” (che potremmo tradurre come “spostamento verso la propria opinione”). E’ una attitudine umana (molto pericolosa quando coinvolge importanti ricerche scintifiche) per cui tendiamo ad annotare soltanto gli eventi che noi riteniamo importanti. Nel caso specifico, perché dovremmo ricordare di quella volta che l’orologio segnava le 17.23? E’ un numero come un altro, molto meno notevole di una serie di uno. Con questa selezione inconsapevole la nostra mente si affollerà di eventi “11:11″ a discapito degli altri. Un interessante esperimento casalingo potrebbe essere quello di annotare in un bloc notes l’ora che otteniamo ogni volta che guardiamo l’orologio nel corso di una settimana e vedere se effettivamente ci sono orari che compaiono più di altri.
Anticipo un risultato sorprendente: in effetti gli orari che coinvolgono coppie di 1 saranno più frequenti di quelli che coinvolgono coppie di 7… spero che capiate senza problemi il perché. In ogni caso nulla di statisticamente significativo per la nostra serie di 1, con buona pace dei numerologi.
L’ undici è un numero poco interessante quindi? Tutt’altro: esistono parecchie piacevoli bizzarrie matematiche legate alla coppia di uno (un simpatico assaggio in questo articolo di Query on line, il giornale del CICAP: http://www.queryonline.it/2011/10/21/i-segreti-del-numero-11/).
Ritornando alla domanda di apertura: cosa scriviamo nelle nostre agende per il fatidico 11-11-11?
Vi consiglio di scrivere: “Convegno CICAP 2011: I conti non tornano”. Si terrà infatti proprio fra l’undici e il tredici Novembre a Torino il convegno 2011 del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale. Come anticipato dal titolo, il tema portante sarà la numerologia, il suo interesse storico, il suo rapporto con la matematica e il suo ruolo nel quadro delle credenze popolari moderne.
Gran cerimoniere di quest’anno sarà il “matematico impertinente” Piergiorgio Odiffreddi, che terrà una attesissima lectio magistralis la prima sera.
Vi forniremo un resoconto dettagliato del convegno nei prossimi giorni.
Gigi Cappello

Da: http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=274322

Come ogni anno, dalla sua fondazione nel 1989, il CICAP ha raccolto e verificato le previsioni relative all’anno appena trascorso, fatte dai più noti astrologi e veggenti italiani su giornali, siti web e trasmissioni televisive e radiofoniche.

«Alla fine dell’anno e nelle prime settimane di quello nuovo non c’è trasmissione o giornale che non riporti le previsioni degli astrologi per l’anno che verrà» spiega Massimo Polidoro, psicologo e scrittore, segretario del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul paranormale. «Tuttavia, se non lo facessimo noi, nessuno andrebbe veramente a vedere quante di queste si avverano. E ogni anno il risultato è lo stesso: gli astrologi e i veggenti non sanno prevedere il futuro più di una qualunque persona intelligente che legga il giornale».

La quantità di materiale esaminato dagli esperti del CICAP è ogni anno più grande. «Anche se siamo ancora ben lontani dal riuscire a verificare tutto» dice Andrea Proietti Lupi, coordinatore del gruppo di volontari che ha raccolto le previsioni. «Il fatto è che la maggior parte delle previsioni non prevede in realtà nulla, con affermazioni talmente vaghe da poter significare qualsiasi cosa: come facciamo per esempio a controllare se davvero nel mondo le persone “hanno maggiore desiderio di vivere emozioni e romanticismo”, come ha previsto Paolo Fox? Oppure, sempre per citare Paolo Fox, non è un po’ facile prevedere che il campionato di calcio 2010 sarebbe stato vinto “dalla squadra migliore”?»

Questa inchiesta, pur non essendo un vero e proprio studio scientifico, rappresenta un importante punto fermo. «Conferma infatti il punto di vista della scienza: né l’astrologia né nessuna delle altre pratiche divinatorie aiutano a prevedere il futuro» afferma Stefano Bagnasco, fisico dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, coordinatore del Gruppo di Studio sull’Astrologia del CICAP e recentemente autore, insieme a Beatrice Mautino e Andrea Ferrero, di Sulla scena del mistero (Sironi editore), una guida scientifica all’indagine dei fenomeni inspiegabili.

«Negli anni sono stati fatti numerosi studi scientifici rigorosi sull’astrologia» continua Bagnasco «abbiamo raccolto e commentato alcuni dei risultati in un sito web (http://www.cicap.org/astrologia) e il verdetto è inequivocabile: i consigli degli astrologi per il futuro non sono più utili di quelli dettati dal semplice buon senso di una persona informata, e possono anzi essere peggiori. Nulla di male a prenderli come un gioco, naturalmente, ma bisogna fare molta attenzione a non basare le proprie decisioni su basi così poco affidabili».

Quello raccolto qui sotto è solo un piccolo campionario; la raccolta completa delle previsioni è disponibile a questa pagina.

Per il 2010 gli astrologi si sono sbizzarriti moltissimo su due argomenti: i mondiali di calcio e la crisi economica. I primi hanno spiazzato il gossip come argomento principe delle previsioni, anche se l’astrologa Sirio aveva previsto una separazione tra Angelina Jolie e Brad Pitt (ci sono invece voci di matrimonio, in stile hindu).

A parte il famoso polpo Paul, che prevedeva le vittorie alle partite dei mondiali, qualche previsione è stata pure azzeccata: era inevitabile, d’altronde, dato che le previsioni dei diversi astrologi coprivano più o meno tutte le possibilità. «L’italia farà una bella figura» (Riccardo Sorrentino a Cominciamo Bene); «Lippi durante l’estate avrà un bellissimo periodo» (Susanna Schimperna al TG1) «…il cielo negativo del C.T. rispecchia e conferma le difficoltà della squadra italiana» (Silvia Piccoli intervistata da Sport Mediaset); sempre Silvia Piccoli dà per favorite Argentina e Brasile, con buone chance anche per la Germania (ha poi vinto la Spagna in finale con l’Olanda, l’Italia è stata eliminata al primo turno). Prudente Grazia Bordoni su Sirio: «Possibilità di delusioni legate a performances sportive inferiori alle aspettative dei tifosi», previsione che però non è sicura riguardi i mondiali sudafricani, mentre il Divino Otelma vaticina l’Inghilterra campione del mondo, in finale con l’Olanda. L’Olanda era data per favorita nella finale da Mauro Iacoboni (AdnKronos e TGCom), che però secondo Teodora Stefanova avrebbe dovuto essere giocata da Brasile e Italia, o forse Brasile e Inghilterra (Qui studio a voi stadio, TeleLombardia). La migliore previsione è forse quella di Mauro Iacoboni (AdnKronos): «Il cielo di Lippi e quello della nazionale, pur avendo perso dei punti di forza dai transiti dei pianeti favorevoli non sono immuni da aspetti legati alla buona sorte». Insomma, se non vinciamo, perdiamo, o al limite pareggiamo.

Anche sulla crisi economica gli astrologi si dividono: la maggior parte fa mostra del tradizionale ottimismo, mentre altri sono (forse più realisticamente) pessimisti. Andrè Barbault (citato su www.oroscopo-astrologia.it) afferma che «La congiunzione Giove-Urano tra i primi gradi dell’Ariete e gli ultimi dei Pesci fa ben sperare in una ripresa dell’economia (Giove) e dell’occupazione (Urano)», mentre Branko su Chi dice che «gli astri indicano prospettive positive per l’economia». Secondo Antonio Capitani, intervistato su youmark.it, è «buono per tutti che la crisi sembra astrologicamente finita. La ripresa è già in atto» e «cominceremo ad avvertirla dal 2010, quando potremo assaporarla in tutta la sua magnificenza» (Studio Aperto). Generalmente più caute le previsioni di Grazia Mirti su Radio24, con congiunzioni astrali che «potrebbero favorire un sostegno a dollaro e sterlina, ma non mancano controindicazioni».

Anche su temi meno specifici non va meglio. A volte le previsioni sono davvero ovvie, come «Crescerà poi sempre di più l’attività su Internet» (Horus sul Venerdì di Repubblica), a volte clamorosamente sbagliate. «Tutti gli astrologi concordano sul fatto che il quadro astrale del presidente Usa Barack Obama sia tale da suggerire una fine improvvisa o tragica», addirittura «una morte in circostanze anomale»: sono le previsioni di Hassan al-Charni, il “Nostradamus arabo”. Concorda Raj Kumar Sharna, un astrologo di Mumbai, che vede «il pericolo nella sua vita e solo il 25% di sopravvivenza». Secondo Grazia Bordoni su Sirio, al contrario, Obama «dovrebbe avere un anno tutto sommato positivo soprattutto sul piano politico». La sconfitta dei democratici alle elezioni di mid-term, con i problemi che ha causato al presidente degli Stati Uniti, non sembrano darle ragione. Paolo Crimaldi, su astrologia inlinea.it, prevedeva in prossimità del 7 agosto «qualche problema a livello di rete telematica, che potrebbe mettere in tilt qualche paese particolarmente tecnologizzato (Giappone, Svezia, Canada) a causa di un black-out del tutto imprevisto e non relativo a intervento umano, ma dovuto semplicemente ad alterazione dei campi elettromagnetici». Non sembra che niente del genere sia successo, come non sembra esserci prova della definitiva uscita di scena di Osama Bin Laden, prevista entro l’estate del 2010 da Matteo Pavesi su Astra.

Più facile prevedere che «in politica qualcuno lascerà il passo a qualcun altro» (Ada Alberti sul suo sito web) o che lo scenario mondiale registrerà nel 2010 «recrudescenze di varia specie connesse alla irrisolvibilità di alcune gravi crisi regionali» (il divino Otelma su liguriaoggi.it). Meno facile era prevedere una eventuale ripresa del mercato automobilistico, come ha fatto Franca Mazzei su Astra: in effetti la ripresa non c’è stata e il mercato dell’auto ha subito una significativa flessione. Sbagliata anche la previsione di Van Wood (Nero su Bianco) secondo la quale la gente «comincerà a spendere un po’ di più per cose non strettamente necessarie. A uscire di più la sera per andare al ristorante o a teatro», mentre la crisi sta portando in realtà molti a tagliare proprio su questo genere di spese.

Per rimanere in Italia, secondo Luisa de Giuli (Il Tempo) la popolarità del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sarebbe dovuta crescere nel 2010 (cosa che non sembra successa). Secondo Branko (AdnKronos) Berlusconi e Bersani «riescono a dialogare e a portare avanti le riforme». Secondo il divino Otelma il recente voto di fiducia avrebbe dovuto avere un risultato diverso: «Abbiamo da tempo esperito delle indagini in tal senso e la risposta è sì, Berlusconi avrà la fiducia Senato. Se si presenterà alla Camera e porrà la fiducia, non la otterrà».

Oltre alle molte previsioni sbagliate, come al solito nessuno ha previsto gli avvenimenti più sensazionali del 2010: dal disastro di Haiti all’avventura a lieto fine dei minatori intrappolati in Cile, oppure la scomparsa di scienziati illustri come Nicola Cabibbo e Georges Charpak o personaggi famosi come Mario Monicelli, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini.

«Insomma, anche quest’anno la nostra verifica dimostra quanto poco affidabili siano astrologi e oroscopi» conclude Polidoro. «Eppure, non dubitiamo che giornali e TV continueranno a regalare loro spazio e pubblicità, perché l’astrologia è pur sempre un gioco divertente che piace a tanti. E se resta un gioco non c’è nulla di male a occuparsene. Ma se qualcuno invece ritenesse di potere dimostrare che l’astrologia è una scienza e che davvero è possibile prevedere il futuro, allora ricordiamo che è possibile fare domanda per concorrere al Premio Randi: un milione di dollari in palio per chi riuscirà a fornire prove della validità dell’astrologia. Se possiamo concederci noi una previsione, nessuno vincerà mai il premio. Ma non siamo astrologi, dunque potremmo anche sbagliarci».

II assemblea nazionale SOCI CICAP

Scritto da fabio pulvirenti ottobre - 4 - 2010 AGGIUNGI COMMENTI
Tutti i Soci del CICAP sono invitati Sabato 16 e domenica 17 ottobre 2010 presso la Biblioteca Civica “Gianfrancesco Capurro” in Via Marconi 66, NOVI LIGURE (AL) per la Seconda Assemblea nazionale dei Soci del CICAP
Inizio giorno 16 ottobre alle ore 9.30 – Fine 17 ottobre alle ore 14.00

Dopo il successo della prima Assemblea dei Soci del CICAP dello scorso anno, che aveva visto la nascita di idee sorprendenti e concrete: dalla nuova rivista del CICAP, Query, e relativo sito Internet, alla Giornat…a nazionale anti-superstizione, quest’anno ci riproviamo!

L’appuntamento per tutti i Soci del CICAP (e per chi vuole approfittare dell’occasione per diventarlo) è per il 16-17 ottobre 2010, a Novi Ligure (AL).

Tutti abbiamo le nostre idee su come vorremmo che il CICAP fosse. Qualcuno sogna un nuovo stile comunicativo, qualcun altro nuovi campi di indagine. C’è chi ci vorrebbe più presenti sui media, e chi più distribuiti e attivi sul territorio. Di tutto questo e molto altro parleremo a Novi Ligure.

Anche questa volta, l’organizzazione sarà curata dal gruppo piemontese, grazie al particolare supporto locale dell’Antenna e degli altri volontari del novese, e anche in questo caso utilizzeremo la formula dell’alternarsi di sessioni plenarie e lavoro di gruppo.

Il finesettimana comprenderà momenti di confronto e discussione, ma anche occasioni conviviali: una cena sociale, una serata di gioco con “Mister Inquirer”, il gioco per appassionati di mistero creato dal CICAP Piemonte e poi per la serata di venerdì 15 un gustoso “antipasto” sarà la conferenza “2012: Mai dire Maya”, con Stefano Bagnasco.

Sarà un’occasione per rivedere vecchi amici e farne di nuovi, per incontrare finalmente di persona coloro di cui leggiamo gli scritti su questa rivista o online, e per conoscere le tante persone che in tutta Italia si impegnano come volontari nel CICAP.

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NOTA BENE: PER PARTECIPARE ALL’ASSEMBLEA E’ NECESSARIO ISCRIVERSI ANDANDO ALLA SEGUENTE PAGINA: http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273860

IL PROGRAMMA DETTAGLIATO E’ DISPONIBILE SU: http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=274286

SECONDA GIORNATA ANTI-SUPERSTIZIONE

Scritto da fabio pulvirenti settembre - 10 - 2010 AGGIUNGI COMMENTI
VENERDì 17 SETTEMBRE il  CICAP SICILIA ha l’onore di invitarvi alla “SECONDA GIORNATA ANTI-SUPERSTIZIONE” con una conferenza a tema che si terrà presso :
L’Auditorium di Palazzo S.Biagio
Via Roma 88 Augusta  (Siracusa)
Inizio ore 19
 
Relatori
Ilario Saccomanno “Come nasce una superstizione”
Luca Manzella “Le superstizioni nelle scommesse e nei giochi d’azzardo”
Fabio Pulvirenti “Le superstizioni nel resto del mondo” 
Ingresso libero ed aperto a tutti
Durante la conferenza ci si confronterà con la sorte con simpatici giochi e una lotteria superstiziosa!
VI ASPETTIAMO NUMEROSI

Sky lanterns, i nuovi UFO

Scritto da admin agosto - 11 - 2010 11 COMMENTI

Il 25 giugno 2010, a Enna, una studentessa nota delle luci rosse, un pò più grandi delle stelle, che si  muovono in maniera allineata a destra e a sinistra, formando poi un rombo con una luce centrale. Poi le luci  scompaiono come se fossero state spente.

Il signor F. F. nota, nei giorni 11 e 13 luglio 2010, in zona Misterbianco, una sfera di luce di color rosso fuoco tendente sull’arancione, più grande di una comune stella, in alto nel cielo. La sfera, si muove molto lentamente e in orizzontale, provenendo da Est e dirigendosi verso Sud-Ovest. Dopo pochissimo  sparisce improvvisamente. Qualche giorno dopo, a Catania, vengono avvistate alcune luci misteriose in cielo che si muovono lentamente e poi scompaiono a poco a poco.

La notte del 25 luglio si hanno diverse segnalazioni di luci misteriose a Enna, Aci Catena, Catania, Aci Sant’Antonio, e nei giorni successivi anche Giardini Naxos, San Giovanni La Punta, Gravina di Catania, Belpasso, e zone del Palermitano. Per non parlare delle centinaia di segnalazioni anche nel resto d’Italia, soprattutto nel napoletano. Tutti descrivono l’avvistamento di misteriose luci rosse che compiono strane traiettorie, sparendo improvvisamente come se si spegnessero.

Un’ondata di UFO ha invaso la nostra regione? Assolutamente no! Al limite possiamo parlare di ondata di IFO (oggetti volanti identificati), perché i responsabili di tante segnalazioni e avvistamenti (anche per quanto riguarda l’alto numero di avvistamenti avuti nel 2009) sono le cosiddette “lanterne cinesi” o “Sky lanterns”.

In Italia sono arrivate due anni fa, importate dalle comunità cinesi che hanno invaso il centro sud. Ma dal 2009 sono diventate di gran moda. In ogni festa o evento vengono lanciate in cielo, come segno di buon augurio. Non sono altro che mongolfiere cilindriche solitamente di 1 metro di altezza (ma ce ne sono anche più grandi) fatte di carta velina che, riscaldate da una piccola fiamma posta alla base, si alzano in volo raggiungendo qualche centinaio di metri di quota. Una volta in alto nel cielo la lanterna appare come un piccolo punto luminoso. Spesso vengono lanciate a gruppi anche di 5 o 10 che sembrano disporsi in formazione più o meno precise dando luogo a presunti avvistamenti UFO. Una volta consumata la miccia, continuano a volare fino a sparire nel cielo e cadere anche a distanza di centinaia di chilometri. Sono realizzate con carta biodegradabile, non infiammabile e un cerchio in bambù, vengono accese attraverso un combustibile solido attaccato con un filo di ferro. Per questo motivo sono gradite a tanti, non fanno rumore, e sono utilizzabili anche da parte dei più piccoli.

Come capire quando si tratta di una lanterna cinese? Ecco le caratteristiche principali:

  • Colore rosso, arancione, giallo;
  • Fonte luminosa “tremolante” al centro con alone luminoso intorno;
  • Queste luci volano lentamente e con moto uniforme, senza accelerazioni o cambi di direzione;
  • Vengono lanciate quasi sempre di notte ed in occasione di feste/ricorrenze/manifestazioni;
  • Spariscono spegnendosi, la luce si attenua e poi si spegne del tutto: la lanterna “scompare” dal cielo;
  • Non emettono rumori;
  • Volano solo se non c’è forte vento o precipitazioni.

Su Youtube si possono vedere tantissimi video di queste lanterne cinesi. E’ importante essere informati per evitare inutili segnalazioni o allarmismi. Purtroppo, come sempre, c’è chi ama vedere per forza il mistero e quindi non accetta queste spiegazioni, preferendo il pensare di aver visto chissà che. Questo dietro anche l’incoraggiamento di chi si occupa del fenomeno UFO avendo già la presunzione (o la speranza) di sapere cosa c’è dietro ad esso (quasi sempre gli ET e compagnia bella). Occhio quindi, specialmente nel periodo estivo, a questa nuova invasione!

Salvatore Foresta

(Le testimonianze degli avvistamenti citati all’inizio dell’articolo provengono dagli archivi del Centro Italiano Studi Ufologici)

Fonte immagine:

The traditional Chinese sky lantern festival in Pingsi, Taiwan. Photograph: NICKY LOH/REUTERS

In un post di Beatrice Mautino su FaceBook (riportato integralmente qui sotto) la genesi del nome “Query” e, in anteprima, l’editoriale del primo numero. Nella nuova versione della rivista la rubrica delle Lettere alla redazione, precedentemente affidata a Silvano Fuso, sarà curata da Fara Di Maio, vicepresidente del CICAP Sicilia e responsabile delle traduzioni per il CICAP nazionale.

Iniziamo dal nome. Non è semplice scegliere un nome. Un nome è un qualcosa che ti porti dietro per tutta la vita, anche se sei una rivista. Anzi, se sei una rivista il tuo nome deve voler dire qualcosa, dev’essere evocativo e non deve imbarazzare né chi va in edicola a comperarti né chi lavora per te. Per qualche tempo s’era pensato a Quirk perché “quirk” in inglese vuol dire strambo e bizzarro e poi c’era un bel riferimento a Quark, ma Lorenzo si è (giustamente) rifiutato di diventare il direttore, anzi, il “dirittiri” di Quirk. E quindi, dopo molti scambi di mail, discussioni infinite sulla scelta della lingua (italiano o inglese? Qualcuno aveva anche proposto nomi in greco e latino), del numero di parole, del messaggio che si voleva far passare, dalla mente della divagatrice – sì, la colpa è mia – è nato Query. Query che vuol dire ricerca, domanda, interrogativo, ma più che altro ricerca. In informatica una query è una ricerca in un database, magari fatta di aspettative, pregiudizi, previsioni giuste e sbagliate, ma che alla fine vengono sempre confrontati con dati e risultati. E noi siamo così. Un po’ spigolosetti come il suono di Query quando lo si sente per la prima volta. Con un grosso database a disposizione e molte ricerche ancora da fare. Abbiamo molti pregiudizi e pensiamo anche che siano giusti, per citare una nota frase del prof., ma alla fine, quel che conta è quel che esce dai dati. O almeno ci proviamo. Il resto, la scelta dei temi, l’approccio comunicativo e il progetto grafico sono arrivati di conseguenza, ma ne parleremo poi. Adesso vi incollo, in anteprima, l’editoriale del direttore che compare sul primo numero. Buona lettura.

La nuova rivista che avete per le mani viene da lontano. Nasce 22 anni fa, come foglio semiclandestino e artigianale, che aveva lo scopo di tenere in contatto quanti erano interessati alla nascita di un comitato italiano che si occupasse di paranormale e misteri con un approccio finalmente scientifico. Cresce e si sviluppa grazie all’energia e alla competenza di Massimo Polidoro, che trasforma un bollettino ad uso interno in una rivista a tutti gli effetti, Scienza&Paranormale, capace anche di generare nuove idee e pubblicazioni: i Quaderni del CICAP prima, Magia e i Quaderni di Magia poi.

Si sarebbe potuto continuare così, forse con qualche piccolo aggiustamento, ma in molti sentivamo da qualche tempo l’esigenza di un cambiamento.

Poi è arrivata l’assemblea dei soci CICAP dello scorso anno a Torino e lì è maturata l’idea di percorrere vie nuove, per provare a comunicare in maniera più efficace, aprendoci alla possibilità di venire in contatto con un pubblico più ampio. Ecco allora il nuovo nome, Query, che esprime il progetto di una rivista capace di fare domande, di seminare dubbi, ma anche di raccontare cosa vuol dire fare ricerca. Ecco la nuova grafica, con l’obiettivo di avvicinare lettrici e lettori e di incuriosirli ai contenuti degli articoli. Ecco la nuova periodicità trimestrale, per consentirci di lavorare a un prodotto di qualità, nei vincoli imposti anche dal fatto che si tratta pur sempre di un’operazione costruita sull’impegno volontario (e, lasciatemelo dire, straordinario) di persone che si dedicano con passione e intelligenza a un progetto culturale. Ora che siamo arrivati in porto il giudizio è nella mani di voi che leggete. Ci sono ancora tante cose che possono essere migliorate e magari anche veri e propri errori, ed è giusto che quel senso critico che richiamiamo sempre sia rivolto in primo luogo verso il nostro stesso lavoro.

Se però, come spero, questa rivista vi piacerà, allora aiutateci a farla conoscere: parlatene, mostratela ad amici, colleghi di studio e di lavoro, insomma fatela girare, perché solo in questo modo comincerà a vivere pienamente.

Lorenzo Montali

Dopo una lunga attesa, in massima parte causata da problemi burocratici (per averne un’idea leggete questo post tratto dal blog della collaboratrice Beatrice Mautino) è finalmente pronta la nuova rivista del CICAP. Dopo 18 anni e 88 numeri, Scienza&Paranormale è andata in pensione, per lasciare spazio a “Query”. Il sottotitolo della rivista, “la scienza indaga i mysteri”, illustra in maniera sintetica ma completa le finalità del Comitato: come afferma Massimo Polidoro, una pubblicazione per chi vuole capire e non per chi vuole credere. In questa pagina del sito www.cicap.org potete leggere un ampio resoconto dei contenuti del primo numero, e il programma per il futuro. La rivista può essere ricevuta iscrivendosi al CICAP (sul sito tutti i dettagli per l’adesione) oppure acquistata nelle Librerie Feltrinelli. Buona lettura!

A partire dalla metà degli anni ’90 del secolo appena passato, abbiamo avuto una vera e propria esplosione nelle edicole di riviste che trattavano l’argomento del paranormale e del mistero in generale. Ovviamente quasi tutte queste riviste facevano leva sul sensazionalismo a buon mercato, su notizie clamorose e mai verificate, strizzando l’occhio a chi si avvicinava per dare una sbirciatina, con copertine particolari e titoli ad effetto. Molte di queste riviste cavalcarono probabilmente l’onda della curiosità ed entusiasmo che in quel periodo aveva generato il famoso caso del “filmato dell’autopsia dell’alieno”, del documentarista Ray Santilli. Infatti, una volta finito il clamore su questo caso, molte di queste riviste cominciarono a sparire dalla circolazione. In quel periodo acquistavo regolarmente la rivista “I misteri”, delle edizioni Cioè, che usciva mensilmente (anche se negli anni seguenti iniziò poi a perdere colpi diventando anche bimestrale). Rispetto alle altre riviste, I misteri si elevava qualitativamente per la linea editoriale che presentava i fatti senza preferire un’ipotesi in particolare. Ovviamente, per ragioni commerciali, dava comunque spazio a titoli ad effetto. Questo mio giudizio cambiò quando acquistai il n. 27 (agosto 1998). All’interno c’era un articolo, “Le case più stregate d’Italia”, scritto da una certa Giulia Busoni, che raccontava ad esempio di un caso di pareti sanguinanti avvenuto a Genova, o un caso di infestazione che avrebbe visto per protagonisti personaggi noti della televisione, ecc. L’autrice dell’articolo spiegava che aveva saputo di questa storie da un sacerdote, Don Nikita Lombardi, “esperto” di fantasmi. L’articolo era corredato dalla foto di questo presunto sacerdote (un giovane sui 25-30 anni, nell’atto di benedire). Più leggevo l’articolo e più non potevo evitare di pensare che queste cose le avevo già lette da qualche altra parte. Dopo poco tempo mi sono ricordato che queste storie le avevo in effetti lette su un libro scritto da Charles Berlitz (l’autore di un libro diventato best seller sul triangolo delle Bermuda). Il testo è “Il libro dei fatti incredibili ma veri” (in inglese World of strange phenomena), pubblicato nel 1988 e poi stampato in Italia da Euroclub negli anni seguenti. In effetti ci sono due capitoli, “Le pareti sanguinanti” e “Ricchi, famosi, e…..” che sono praticamente uguali all’articolo che c’era sulla rivista. In pratica l’autrice ha ricopiato quasi interamente ciò che c’era scritto in quel testo, cambiando i nomi dei presunti protagonisti. Addirittura per quanto riguarda quei personaggi celebri coinvolti in un presunto caso di infestazione, la Busoni faceva capire che poteva trattarsi di Giorgio Mastrotta e la moglie (del periodo) Natalia Estrada! Ovviamente scrissi al direttore del mensile senza però ricevere risposta. Da allora non ho più acquistato la rivista (che ancora continua ad uscire nelle edicole ma con altro nome). Non è finita qui, perché nel 2005 mi trovavo (era periodo di carnevale) all’interno di un ipermercato della mia città e, mentre guardavo distrattamente alcuni vestiti carnevaleschi, ne ho notato uno da sacerdote con la foto di un modello che indossava l’abito. Era la stessa foto pubblicata a corredo di quell’articolo che, secondo l’autrice, doveva essere quel Don Nikita Lombardi! Chissà, si sarà piaciuto come è venuto nella foto e magari avrà intrapreso la carriera di indossatore!

Giudicate voi:

dal libro di Charles Berlitz “Il libro dei fatti incredibili ma veri”, 1988, capitolo “Le pareti sanguinanti”, pp. 24-25

Gli agenti della squadra omicidi di Atlanta sono abituati alla vista del sangue. Il sangue nasce dalla particolare violenza del luogo, da persone uccise a colpi di arma da fuoco, a coltellate o a forza di percosse. Ma quei poliziotti non erano preparati alla vista di sangue <<in assenza>> di un cadavere, soprattutto di sangue che scaturiva dalle pareti e creava pozzanghere sul pavimento della casa di un’anziana coppia di coniugi georgiani, William e Minnie Winston, rispettivamente di settantanove e settantasette anni.
Minnie Winston notò prima il sangue che sprizzava dal pavimento della stanza da bagno <<come se venisse da un annaffiatoio>> quando, un giorno di settembre 1987, entrò per fare il bagno in quella stanza della casa di mattoni con tre camere da letto, dove abitava con un suo marito da ventidue anni. Il 9 settembre, poco dopo mezzanotte, quando i due coniugi trovarono altro sangue che gocciolava dalle pareti e imperlava il pavimento delle stanze, telefonarono alla polizia.
<<Io non sanguino>>, precisò William Winston, e <<nemmeno mia moglie. E qui viviamo noi due.>> Quella sera Winston era andato a letto verso le 21.30, dopo aver chiuso le porte e aver messo in funzione il sistema di allarme. Né lui né sua moglie avevano sentito rumori sospetti, e il sistema di allarme era sempre rimasto attivo.
Steve Cartwright, agente della squadra omicidi di Atalanta, ammise che la polizia aveva trovato <<una grande quantità di sangue>> spruzzato in tutta la casa, ma non vide nessun corpo, di animale o essere umano, che potesse spiegarne l’origine. Il giorno dopo il laboratorio della scientifica dello stato della Georgia confermò che il sangue era umano.
Cal Jackson, il portavoce della polizia di Atalanta, dichiarò che il dipartimento considerava l’episodio <<una circostanza insolita poiché non disponiamo di un cadavere o di un motivo che spieghi la presenza di tanto sangue>>.

Dal mensile “I Misteri” Anno IV n. 27 – 1998 (agosto)
Le case più stregate d’Italia di Giulia Busoni
pp. 14-17

Le pareti sanguinanti pag. 15

Gli agenti della squadra omicidi di Genova sono abituati alla vista del sangue (non scordiamoci che è di Genova il “serial killer” italiano Numero Uno, Donato Bilancia); ogni giorno hanno a che fare con persone uccise a colpi d’arma da fuoco, a coltellate o a forza di percosse. Ma quei poliziotti non erano preparati alla vista di sangue <<in assenza>> di un cadavere, soprattutto di sangue che scaturiva dalle pareti e creava pozzanghere sul pavimento della casa di un’anziana coppia di coniugi, Silvia e Dario Balboni, rispettivamente di settantanove e settantasette anni.
Silvia Balboni notò prima il sangue che sprizzava dal pavimento della stanza da bagno <<come se venisse da un annaffiatoio>> quando, un giorno di settembre 1987, entrò in quel locale della sua casa vicino al porto, dove abitava da ventidue anni. Il 9 settembre, poco dopo mezzanotte, quando i due coniugi trovarono altro sangue che gocciolava dalle pareti e imperlava il pavimento delle stanze, telefonarono alla polizia.
<<Io non sanguino>>, precisò Dario Balboni, e <<nemmeno mia moglie. E qui viviamo soltanto noi due.>> Quella sera Dario era andato a letto verso le 21.30, dopo aver chiuso le porte e aver messo in funzione il sistema di allarme. Né lui né sua moglie avevano sentito rumori sospetti, e il sistema di allarme era sempre rimasto attivo.
Paolo Di Brosio, agente della squadra mobile di Genova, ammise che la polizia aveva trovato <<una grande quantità di sangue>> spruzzato in tutta la casa, ma non vide nessun corpo, di animale o essere umano, che potesse spiegarne l’origine. Il giorno dopo la scientifica confermò che il sangue era umano.
Un portavoce della polizia di Genova, dichiarò allora che il dipartimento considerava l’episodio <<una circostanza insolita poiché non disponiamo di un cadavere o di un motivo che spieghi la presenza di tanto sangue>>.

Chissà se la carriera giornalistica di Giulia Busoni ha avuto una “svolta” dopo la mia segnalazione (considerando però l’andazzo di certe riviste non credo proprio).
Probabilmente Silvia e Dario Balboni non esistono (e se si non credo sappiano di questa storia), così come c’è il dubbio sull’effettiva esistenza dell’agente di polizia Paolo Di Brusio, in servizio a Genova alla fine degli anni ’80.

La Sicilia
lunedì 12 aprile 2010
Prima Catania,
pagina 49

Tre alberi «lacrimano» ma non è un miracolo

In piazza San Marco a Librino dai fusti di tre grandi ficus, capitozzati
senza criterio un mese fa, sono sgorgate «lacrime» di acqua che hanno fatto
gridare al «miracolo» gli abitanti del quartiere. Ma, secondo gli esperti,
il liquido altro non è che la linfa che scorre all’interno della pianta, che
sgorga dai rami malamente mozzati.
Giovanna Quasimodo53

Gli alberi «lacrimano», ma non è miracolo La spiegazione
è solo frutto di una potatura selvaggia effettuata nella fase vegetativa dei
ficus
Lunedì 12 Aprile 2010
Catania (Cronaca),
pagina 53

giovanna quasimodo
Qualcuno ha gridato al miracolo, in nome della Madonna di Fatima la cui
immagine, grande e colorata, è stata distribuita in questi giorni in tanti
quartieri della città. Dunque anche a Librino.
In piazza San Marco, rarissima oasi di verde e di giochi per i ragazzi in un
quartiere trascurato come questo, ieri si è verificato un fenomeno che agli
occhi dei profani (d’altronde non tutti sono edotti di Botanica) è sembrato
quanto meno strano, se non prodigioso: dai fusti di tre grandi ficus,
brutalmente capitozzati circa un mese fa dagli operai comunali (operai, non
giardinieri!) sgorgavano «lacrime» di acqua pulita e poco resinosa.
Ad accorgersene è stato un trentottenne del luogo, per molti versi
eccezionale, il signor Nino Celso, quello che si dice una un uomo di buona
volontà, il quale è stato nominato «responsabile della piazza» dagli
abitanti della zona (l’isolato è quello contrassegnato dal civico 9 di viale
Bummacaro). Sì, perché la piazzetta San Marco, inaugurata come area
attrezzata a verde il 1° aprile scorso (ma manca ancora l’illuminazione!) è
un gioiello da tenere caro e non si può lasciare in balia dei vandali che
imperversano in lungo e in largo per tutta la città. Inoltre Celso è stato
eletto anche «successore» del defunto Giacomo Caruso, un consigliere di
quartiere che molti anni fa si è battuto per ottenere il verde nella piazza
e che quindi ha meritato una foto sul ficus accanto alla Madonnina.
Ieri mattina alle 7, dunque, il signor Nino, durante il suo solito giro di
ispezione, è rimasto attratto da questo fenomeno e man mano che il quartiere
si svegliava, in quella bella e assolata domenica di ieri, tutti andavano a
curiosare; poi si è sparsa la voce e sono stati avvertiti persino i
carabinieri, i quali hanno fatto un sopralluogo, senza riuscirsi a dare una
spiegazione.
Le gocce di liquido sono state facilmente associate alle lacrime. E le
lacrime a quell’immaginetta della Madonna che a Librino è entrata in tutte
le case: un modo indiretto che rivela il desiderio inconscio in ciascuno di
noi di ricevere attenzioni, se non da chi amministra il territorio, almeno
da «Lassù». Per tutto il giorno, perciò, nella bella piazza, affollata di
bambini che giocavano, da giovani che socializzavano e da famiglie che si
godevano il sole, c’è stato un discreto «pellegrinaggio», di curiosi,
credenti e scettici. In molti intingevano il fazzoletto nella speranza di
essere benedetti dalla buona sorte. In realtà si tratta di un fenomeno
scientifico spiegabilissimo, oseremmo dire inevitabile, quando si potano gli
alberi in fase vegetativa (cioè nel momento più sbagliato). E ha ragione la
bella signora anziana di Librino, con gli occhi chiari e i capelli bianchi,
che ieri sorrideva ironica a quanti sostenevano che si trattava di un
fenomeno paranormale. La donna, figlia di contadini, ha trascorso l’infanzia
in campagna e perciò queste cose le sa.
Gli alberi infatti – conferma il dottor Giuseppe Siracusa, studioso del
Cutgana (Centro universitario per tutela e la gestione degli ambienti
naturali e degli agroecosistemi), pompano acqua per portarla, attraverso i
vasi, dalle radici alla chioma. Una volta però che gli alberi sono stati
tagliati senza criterio e i vasi tranciati, l’acqua (che mista ai sali
minerali si trasforma in linfa) ha difficoltà a risalire e giocoforza
«straripa» attraverso i fusti, specialmente se vi si praticano dei fori
(cosa che comunque non è corretto fare).
Nessun prodigio dunque, anzi al contrario. Il vero «miracolo» però potrebbe
farlo l’anno prossimo il Comune, programmando nelle zone verdi una potatura che sia guidata da qualcuno che s’intenda di botanica.

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